Raccontami

Se una mattina, al risveglio, dovessi rendermi conto di non conoscerti ti chiederei di raccontarmi le cose più importanti di te. E poi quelle ancora più importanti.
Tu invece raccontami di come passi le tue giornate quando il ritmo è solo tuo e non nostro. Raccontami di cosa fai appena sveglio, di come fai colazione, cosa mangi. Raccontami cosa provi quando sono io a svegliarti con una telefonata, le emozioni, i sorrisi che non posso vedere.
Raccontami di quando vai a fare la spesa, quando compri gli ingredienti per preparare la cena agli amici. Che forse un po’ aspettano anche me. E io sono felice.
Non dirmi cosa hai fatto prima. Qualunque cosa sia va bene perché ti ha portato da me, mi ha portato da te. Non dirmi cosa farai dopo perché spero di esserci anche io, un po’, in questo dopo, anche da lontano.
Raccontami di quando ti manco, se ti manco, e di quando non ti manco tanto sei pieno di cose da fare. E poi raccontami la storia che amavi di più da bambino, così che possa raccontartela io se una notte ti svegli e fuori nevica e senti freddo.
Raccontami le cose piccole, di tutti i giorni, che fanno la tua vita piano piano. Magari troveremo, nel mio e nel tuo separati, anche uno spazio per noi e per il nostro ritmo e non saremo più tanto distanti.

Finestra sul viaggio

Ecco. Questo viaggio mi ha lasciato in bocca un sapore strano.
Per la prima volta non ho scritto nulla mentre ero via, ho pensato fosse il caso di lasciar sedimentare le emozioni per poterne parlare con un po’ più di distacco dopo.
Strano pensare di poterlo fare, ora che rifletto. Fatto sta che è passata già una settimana dal mio ritorno e ancora non riesco.
Per la prima volta non mi sono sentita a casa grazie al posto in cui ero, anche perché mi sono spostata molto, pur facendo base sempre nella stessa città. Mi sono sentita a casa grazie alle persone e ho preso la città come massima aspirazione, luogo ideale al quale tendere. Di solito dico: “Bello. Prossima volta altro posto, altra esplorazione”. Invece no.
Questa volta: “Bello, ci tornerò senz’altro. E più volte anche”.
Come se avessi solo aperto una finestra, ho solo dato un’occhiata veloce, sbirciato oltre le tende del vicino e quello che ho visto mi è tanto piaciuto da volere che diventi mio, e io sua.
Questo mi spiazza molto. Sono contenta perché ho scoperto un altro lato di me, senza dubbio. Non fermerò mai le mie peregrinazioni per l’Italia, è certo. Però magari mi farà piacere tornare lì. Sono così in imbarazzo che non riesco neanche a concludere il discorso con me stessa. Ma tutto sommato devo ammettere che mi piace.
Mi piace restare qui affacciata alla finestra e guardare quell’altra finestra lì, davanti a me, aspettare il momento giusto per saltare da un davanzale all’altro col rischio di cadere giù.
Ma se ci riuscirò ne sarà valsa davvero la pena. Di questo sono certa.