Il mio post sotto l’albero

Benvenuti a questo commovente Natale.
Eccoci qui. Io con la mia avversione per le feste comandate religiose, voi con il vostro ottimismo. Che siate cattolici, cristiani, non credenti, comunque siete allegri, spensierati, o almeno ci provate. Vi invidio un po’. Andate in giro per fare gli auguri ai parenti, come prima siete andati nei negozi a comprare loro regali che ora state scambiando. Sì, magari la maggior parte delle volte si tratta di regali che voi metterete di lato e non guarderete mai più. Altre volte sono pensieri carini, perché i vostri amici, i vostri familiari, vi conoscono bene.  Io ho ricevuto pochissimi regali. I migliori sono il cappello da mia sorella e i paraorecchie da mia zia. L’abbonamento ai musei di Torino è un regalo prenatalizio da parte di P. e lo adoro. Ok, e poi? Non ditemi che il Natale è questo. Non ditemi che è fatto di regali e cenoni e pranzi. Per qualunque motivo voi festeggiate questo giorno è comunque un giorno felice, fatto di casa e famiglia.  La mia famiglia è veramente ridotta all’osso, quella di sangue almeno. La mia vera famiglia è sparsa in giro per l’Italia. Palermo, Roma, Torino. Mi chiedo ogni tanto se ci sia qualcuno in qualche altra città. Non ho bisogno che arrivi Natale per sentirne la mancanza. Però sì, oggi mi mancano più del solito. Mi mancano perché se deve esserci un Natale per me deve essere necessariamente con loro, se devo pensare a qualcosa di felice sono loro ad essere coinvolti. Così mentre tutti voi sorridete, magari un po’ scocciati da queste festività ma comunque contenti, io sono a casa, da sola, e scrivo il mio post sotto l’albero.

Be’, tanti auguri.

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