Che cos’è l’amor!

ChiarAmoreIo ho questa cosa che l’amore mi resta attaccato addosso, dall’esterno, come colla vinilica, e dall’interno, come fosse una secrezione del mio corpo, come se io fossi l’albero e l’amore la mia resina. Posso anche provare a scrostarlo ma tanto ritorna.
Mi resta attaccato alla lingua, come una parola che vuoi dire ma non ricordi più, allora ti passa per la mente come un flash, la prendi un attimo solo e già è scappata di nuovo, così devi rincorrerla ancora. Come la sensazione che dà una parola che non vuole essere detta è l’amore per me. Continua a leggere

Annunci

a-Mare

Mi viene da piangere, e ho pianto, per il Mare.
Ho pensato al suo odore, al gusto che lascia sulla pelle.
Senza morirò.
Taglierò le radici? Ce la farò?
Ma la mia vita non è fatta di mare?
E di mare Mediterraneo, questo mio, non un altro.
Chissà se sarò pronta a salutarlo.
Fa male, malissimo, pensare la mia vita senza il mare.
Mi sento piccola, presa e gettata nel vento.
Sono una zingara ma ho bisogno del mio mare. Dovrò tornare sempre a farmi alzare la gonna dalla brezza marina, ad amare quest’acqua, la più salata che io conosca e proprio per questo la più dolce.
Sarà capace di vivere in continente? In una terra senza mare, io, isolana, figlia della Sicilia?

Il sangue è sangue e chiama.
Come metallo, attirato da questa calamita che è la terra natia, e niente ha a che fare con gli affetti e la famiglia.

La mia casa è uno scoglio, qualunque scoglio si affacci sul mar Mediterraneo.
Il profumo degli agrumeti in fiore, l’odore di sale dei paesi dei pescatori, i colori di una vita scandita dalle onde.
Solo un isolano può capire davvero.
Quando sarò via piangerà il cuore, fino al momento del ritorno.
Questo è forse il mio ultimo anno, sono gli ultimi mesi sull’Isola. Questa è l’ultima stagione estiva che passerò la sera, sulla spiaggia, a girare sulla colonna vertebrale, noi, dervisci danzanti, piedi nella sabbia, braccia sollevate, occhi nel cielo, fino a cadere in mare.
Non c’è poesia d’amore più grande di quella sussurrata all’orecchio dell’amato.
Io stanotte vi parlo perché mi avete dato ossa, carne e sangue e siete per me ossa, carne e sangue.
E io, Madre mia, Terra mia, ti porterò dentro.
E tu, Mare mio, Padre mio, non dimenticare che ti amo.

 

[dal mio taccuino – 11 luglio 2011]