Lianoro #2

Questa sembra essere una di quelle sere in cui così, all’improvviso, ti prende la malinconia.
Sarà l’ora tarda, sarà che in realtà lo so perché sono scese queste due lacrime.
Sarà che a volte quando mi sento così vorrei dirti qualcosa, parlarti, chiederti di te.
Volevo dirti che dall’ultima volta che ti ho scritto sono cambiate alcune cose, anche cose molto importanti. E tu devi saperle!
Ti parlavo di lavoro da fare su me stessa. Ecco, lo sto facendo.
Le mie paure sono cambiate, per fortuna sono diminuite.
Ora so che i miei problemi, quelli per i quali mi preparavi la cena più buona che riuscivi a immaginare giorno dopo giorno, hanno un nome e so qual è questo nome.
Vorrei dirtelo, dirti che sto meglio. Vorrei dirti che vado sempre avanti e che in qualche modo sono felice.
Sopratutto vorrei chiederti di te.
Che fai? Ti sei laureato o stai scrivendo la tesi? E ti sei più innamorato?
Sai che ti penso ogni volta che con la maestra di canto parliamo di teatro dell’opera?
Forse non sai neanche che faccio parte di un coro e ho ripreso a studiare canto.
Parlami di te, per favore.
Non sai quanto mi manca incontrarti per sbaglio in facoltà. Almeno allora avevo modo di trattenermi con te qualche minuto.
Un giorno di questi ti chiamerò.
Spero di riuscire a chiamarti.

Ti voglio un sacco di bene e mi manchi.

Un bacio grande.

Chiare’

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Lianoro

Vorrei essere con te. Ti ricordi quando ognuno poggiava la testa sulle gambe dell’altro così, come cuscino? Ecco. Vorrei mettermi così, accucciarmi sulle tue gambe. Allora mi chiederesti come sto. Io ti parlerei della laurea, del fatto che ancora non so che giorno sarà la discussione della tesi, di quanto io abbia fatto fatica a mantenere un equilibrio in questi mesi, di lui.

“Chiaretta, perché mi parli di lui?”
“Perché è importante. Come lo sei tu”.
“E perché lo dici con questa voce triste, mentre gli occhi ti sorridono?”
“Perché nessuno mi ha più amata dopo di te. E ora tu mi dirai…”
“Ma come si fa a non amare Chiaretta?”
“Ecco. Ne ero certa. Però il punto non è questo. Il punto è che forse sono io a non farmi amare. È che ho ancora paura di legarmi e tanto lavoro da fare prima, su me stessa”.
“Hai anche paura di amare?”
“No, quella no”.
“Non ti sembra una contraddizione?”
“Forse. Ma ti pare che io sia una persona comune?”
“Mai stata comune tu”.
“Ecco”.

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