Non puoi negare le fragole alle bambine

“Come fai a dire di no se le bambine vogliono le fragole?
Non puoi negare le fragole alle bambine”.
Te lo sussurro piano a un orecchio, sorridendo. Sei seduto a tavola, non mi hai sentito entrare in cucina ma ora sono dietro di te. Allungo un braccio da sopra la tua spalla e rubo una fragola dalla tazza che hai in mano. Ti giri e mi vedi saltellare per casa.
Con la tazza ancora in mano mi rincorri e io mi diverto tanto a schivarti e a mettere ostacoli tra noi.
“Te lo avevo detto, non puoi negare le fragole alle bambine. Poi si vendicano!”
Quasi inciampi in una sedia. Poggi lì la tazza. “Vieni , qui, ridammela.”
“Attento, maldestro. Sei proprio tonto. Come faccio a ridartela se la sto mangiando?” E mi affaccio dalla porta del bagno per farmi vedere mentre addento la punta della fragola, poi chiudo la porta e mi nascondo così quando tu la aprirai io sgattaiolerò fuori con ancora l’altra mezza fragola in mano.
E così, apri la porta, entri, passo proprio accanto a te e cerchi di bloccarmi.
“Mi prenderai solo quando lo vorrò io”.
Mi piace stuzzicarti e lo sai ma è proprio questo che ti fa divertire tanto.
Corro, mi segui, mi giro verso di te e mordo ancora quel che resta della fragola.
“Ma quanto vuoi farla durare quella fragola? Potevi mangiarne due in una volta sola”.
“A me piace gustare le cose buone”, passo la fragola sulle labbra come farebbe una bimba fingendo di mettere il rossetto, sperando che il succo sia abbastanza rosso da colorarmi la bocca. Sorrido e scappo via, passo accanto alla sedia, prendo la tazza e mi giro verso di te con fare trionfante. Mi siedo sul tavolo ed esclamo: “Vittoria! Viva me!” Mangio l’ultimo pezzo di fragola, ne prendo un’altra e la tendo verso di te.
“Vuoi?”
“Certo, sono mie!”
“Vieni qui”
La mordi dalle mie mani, l’altra mezza la mangio io, ti tiro a me con le gambe.
“Te lo avevo detto che mi sarei vendicata”.