Che cos’è l’amor!

ChiarAmoreIo ho questa cosa che l’amore mi resta attaccato addosso, dall’esterno, come colla vinilica, e dall’interno, come fosse una secrezione del mio corpo, come se io fossi l’albero e l’amore la mia resina. Posso anche provare a scrostarlo ma tanto ritorna.
Mi resta attaccato alla lingua, come una parola che vuoi dire ma non ricordi più, allora ti passa per la mente come un flash, la prendi un attimo solo e già è scappata di nuovo, così devi rincorrerla ancora. Come la sensazione che dà una parola che non vuole essere detta è l’amore per me.
Mi resta dentro, come l’aria che respiro in montagna, mi fa sognare, come Corto Maltese che passeggia per le vie di Venezia, come un canto occitano, e ancora di più una ninna nanna siciliana. Come l’accento palermitano di quell’attore che un paio di mesi fa, alla Casa del quartiere, mi fa piangere.
Si attacca come la nostalgia, come la pasta che mi è rimasta sulle mani quando mia nonna mi ha insegnato a fare gli gnocchi, e non riuscivo a toglierla finché nonna non mi ha detto: “Metticci l’acqua calda”.
Poi mi stupisce, come l’acqua intorno al corpo quando vado al mare, che ci vado da ventisei anni ma la meraviglia è sempre la stessa. Non capisco mai come sia possibile sentirsi così liberi quando si è circondati da infiniti metri cubi d’acqua e da un momento all’altro si potrebbe annegare e invece, basta poco, si galleggia. Allora il mare ti sostiene come padre e ti culla come madre e stai bene, in pace, e non c’è altro. Anche questo è amore.
Dolce, come gli occhi di un’amica, lieve come andare sull’altalena, da capogiro come alle giostre.
Profondo come la leggenda del Grande Inquisitore di Dostoevskij, proiettato all’infinito, come quando leggi un libro di Hemingway e vorresti che non finisse mai.
Ma sopratutto per me è libero come l’irrequietezza che racconta Chatwin.
Volevo scrivere solo due righe e invece sono rimasta attaccata al foglio.

Necessario. Come la penna sulla carta (o le dita sulla tastiera). Così è l’amore.

[La foto, guarda il caso, l’ho scattata pochi minuti prima del concerto di Vinicio Capossela, a Siracusa, agosto 2011. E anche il concerto di Vinicio è un po’ amore.]

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