That’s… PRIDE!

That’s… PRIDE!

16 giugno 2012 – Torino.

Il mio primo vero pride. Ne scrivo solo oggi perché sono stata poco bene in questi giorni.
E così, cos’è il pride? Il pride è l’orgoglio di dire alla nostra città chi siamo davvero: gay, lesbiche, bisessuali, transessuali, transgender, genitori e figli di omosessuali, amici, gente comune, cittadini.
In comune non abbiamo altro che il desiderio di far cambiare le cose: vogliamo che non esistano più cittadini di serie b, come è stato ripetuto spesso, perché non è giusto, non fosse altro che perché se tutti abbiamo gli stessi doveri dobbiamo anche avere gli stessi diritti. Parafrasando quanto ha detto Laura Manfredi, una delle mamme dell’Agedo (Associazione Genitori di Omosessuali), l’affetto è uno dei bisogni primari dell’uomo, il più urgente, indipendentemente dalla persona verso cui questo è rivolto.
Il pride è un modo di fare coming out, di dire che indipendentemente dal nostro orientamento sessuale scendiamo tutti in piazza per lo stesso identico motivo.
Il pride è un modo di dire “Sì, sono orgoglioso di essere me stesso e sono orgoglioso di avere questa persona accanto. Sono orgogliosa di mio figlio. Voglio che mia figlia sia orgogliosa di me e non si debba mai vergognare” e ancora “Sono una donna e nessuno può dirmi chi amare e come farlo”.
Sono andata in piazza e ho manifestato. Ho tenuto per mano una persona e ne sono stata orgogliosa, fiera, felice. Avevamo bandiere colorate e l’arcobaleno negli occhi e nel cuore.
Vorrei poter fare vedere a tutti quelli che non erano presenti e che non sono mai stati a un pride l’amore che c’è negli occhi di coloro i quali invece hanno partecipato e dire a chi non ci è mai stato: “Ecco, vedi? Sono i tuoi stessi occhi, gli stessi occhi di quando ami, gli stessi occhi che ti fanno tremare quando una mano ti accarezza, gli stessi che vuoi vedere il mattino quando ti svegli. Sono gli stessi occhi di tua madre che è fiera di te, sono gli stessi occhi di tuo figlio che sorride alla vita”.
Al mio pride c’erano tante persone diverse, sì, ma diverse da chi?
C’erano i miei amici, c’era P. e c’era  la ragazza che ho tenuto per mano. Tutti loro sono il motivo del mio orgoglio e, giuro, difficilmente nella vita qualcuno potrà trovare un motivo più grande.
A tutti coloro che sono stati impegnati nella preparazione di questo evento e a quelli che mi hanno accompagnata durante questo percorso dico grazie e non ci sono altre parole per esprimere quello che provo: non importa da che parte stai, non importa l’orientamento sessuale, il primo pride è un’esperienza unica, come il primo amore e tutte le prime volte e queste persone erano con me.
Grazie a tutti e, anche se in realtà ci vediamo quasi tutti i giorni, arrivederci al prossimo pride.

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