Distante

Io non te lo dico, io non te lo dico, non so come dirtelo.

E delle cose che vorrei raccontarti dalla bocca non ne esce la metà.

Ma forse è meglio, sarebbe meglio, no, è anche meglio.

Va bene così, tanto io ci sono, ci sono comunque per me.

Tu non lo sai, le parole non bastano, non lo devi sapere
quello che penso, quello che penso, quello che provo.

A me non bastano neppure le mani, neppure gli occhi,
quello che penso, quello che sento, lo tengo per me.

E non è un problema di mancanza.
Non è un problema di distanza.
Non è un problema di comunicazione tra noi,
Non è un problema.

È solo un pensiero che non esiste.
È la mente che non resiste.
È la testa che fa i brutti giochi,
È la testa.

È la testa.
Che va via.

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2 thoughts on “Distante

  1. Ricordo che allora a non poter dire quelle parole mi sentivo oppressa, come se mi avessero negato la libertà di esprimermi. Io ho bisogno di dire sempre tutto quello che penso anche se so che sono le azioni a pesare, sono gli occhi, è la pelle. Quando occhi e pelle sono lontani più di mille chilometri allora come si fa? Ora lo so. Lo sapevo anche prima ma avevo paura di non riuscire. Ora invece so che riesco.

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