Cecilia e il Capitano

Salve a tutti.
Sono Cecilia e questo è un articolo di presentazione. Chiaralice mi ha partorito lo scorso anno per uno scopo ben preciso: farmi vivere una lunga serie di avventure con l’alterego del suo uomo di carta preferito, Corto Maltese. Io e Stelio, così si chiama il mio compagno di viaggio, siamo le vittime di questa folle e del suo immenso bisogno di assecondare la sua fantasia e nutrire la sua curiosità. E come farvi capire fino a che punto può arrivare una donna se non mostrandovi cosa è stata capace di fare? Ci ha chiamati in causa anche per un semplice giochetto che ha trovato su un sito per bibliofili, un piccolo esercizio di stile che consiste nello scrivere un racconto veramente breve utilizzando tutte le parole precedentemente assegnate da un altro utente. Ecco qui.
Io e il Capitano Stelio vi salutiamo e speriamo di incontrarvi presto.
Cecilia

P.S. Non abbandonateci in balia di questa poveretta.

 

 L’esercizio di Chiaralice

 

Caffè – vestito rosso – bambino – cellulare – battito – note – condizionatore – dadi – rosa dei venti – maniscalco – ombellico

 

Cecilia e il Capitano finalmente uscirono per quel famoso CAFFE’.
Erano due personaggi di un racconto di Chiaralice e fino ad allora si erano visti solo sulla carta.
Per l’occasione Cecilia indossò un fantastico VESTITO ROSSO, molto seducente, sperando che il Capitano, quanto meno, si invaghisse di lei, come nel racconto.
Il Capitano per l’occasione sfoggiava un sigaro grande quanto un BAMBINO.
Un CELLULARE della Polizia tagliò la strada a Cecilia che commentò: “Questo perché Chiaralice ha ambientato la storia negli anni Venti e mi tocca girare con quest’auto obsoleta, altrimenti facevo un sorpasso che vi si fermava il BATTITO cardiaco”.
Arrivata al centro storico si voltò di scatto, richiamata dalle NOTE di quel motivetto che conosceva bene.
Era il Capitano. “Che caldo. E anche se siamo nel 2008 non possiamo usare il CONDIZIONATORE. Ti è mai capitato di voler bene a tua madre ma non poterla sopportare?”
Cecilia: “A chi non è capitato?”
“Ecco! Io provo questa specie di cosa, come si chiama, sentimento? Provo questa cosa per Chiaralice.”
“Ma è lei che ci ha creati così, come siamo, insieme, qui…”
“Poteva crearci anche ora! Invece ha lanciato i DADI e ha fatto Venti! Non chiedermi come ha fatto a fare Venti con due dadi!”
Il Capitano offrì il braccio a Cecilia e cominciarono a camminare per Ortigia. Ovviamente attiravano gli sguardi di tutti.
Un uomo che sembra un incrocio tra un marinaio e un pirata e una bella ragazza vestita elegantemente, anche se fuori moda, che passeggia accanto a lui.
“Sarà una trovata pubblicitaria per quella ditta… quella che ha come simbolo la ROSA DEI VENTI” disse la commessa del negozio all’angolo tra Piazza Pancali e Corso Matteotti.
“Dici? Effettivamente la loro nuova linea ha un gusto un po’ retrò.”
“Un po’ retrò. Ci manca poco che lui si fermi a chiederti dov’è il MANISCALCO per farsi aggiustare i ferri del cavallo!”
Cecilia e il Capitano sorrisero a sentire quei discorsi. Anche volendo spiegare chi fossero, chi avrebbe creduto loro?
Cecilia guardò il Capitano e disse: “Lo sai cosa penso? Penso che se la moda di oggi è quella di indossare quei vestiti ridicoli che lasciano l’ OMBELICO di fuori, devo ringraziare Chiaralice: preferisco soffrire il caldo.”
“Ma no, perché… tu hai una bella pancia… saresti molto sensuale…”
“Qualcuno ci sta provando qui….”

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